Il fico sacro è un albero con un ciclo vitale inusuale. I suoi semi, contenuti negli escrementi degli uccelli, cadono sopra altri alberi. Le radici aeree germogliano e crescono fino a raggiungere il terreno. I rami poi avvolgono l’albero ospite e lo strangolano. Infine il fico sacro si sostiene da solo». A cosa allude la metafora del fico sacro? Alle proteste delle studentesse del movimento “Donna vita libertà” che si sono scatenate a seguito della morte di Jina Mahsa Amini rea di aver indossato male l’hijab, il velo imposto alle donne in quel paese. Un seme, il loro, destinato a crescere e soppiantare il modello sociale e familiare a dir poco maschilista e repressivo in un domani che il regista si augura prossimo.Un film militante dall’estremo coraggio che fa tesoro della lezione del cinema di impegno.